Sat Nam Rasayan

Può essere considerata una tecnica di applicazione della Medicina Informazionale.

Il Sat Nam Rasayan è una pratica spirituale della religione Sikh che risale a più di quattrocento anni fa. La traduzione dal sanscrito di Sat Nam Rasayan è “ringiovanire attraverso la consapevolezza della natura divina dell’essere”.

Il Sat Nam Rasayan non si basa su un corpo dottrinale di conoscenze ma sull’unica verità, semplice e universale, che l‘unica cosa che si può davvero conoscere è il momento presente.

Praticando il Sat Nam Rasayan si impara ad annullare la distanza tra chi percepisce e l’oggetto della percezione (imparare ad avere l’esperienza della percezione nell’oggetto). La pratica si svolge accettando nello spazio neutrale della coscienza e non giudicando, (né buono, né cattivo, semplicemente è) tutto ciò di cui in quel momento abbiamo esperienza: sensazioni corporali, pensieri, emozioni.

Una volta raggiunto questo stato di coscienza si può entrare in relazione con un persona che non ha un buon stato di salute e la volontà di guarirla può propiziare fenomeni di guarigione.

Nel Sat Nam Rasayan è presente la compenetrazione tra l’aspetto fisico della guarigione e quello spirituale della meditazione.

La pratica tende a ridurre al silenzio l’ego, liberando il vero sé, un singolo punto di coscienza che può essere raggiunto con la consapevolezza del momento presente. In questo momento il terapeuta, che possiamo chiamare guaritore, ha la capacità di trascendere la coscienza ordinaria mentre diventa consapevole della coscienza nell’evento e con un semplice, quanto rapido, movimento di coscienza, rappresentato dalla intenzione, dalla volontà di guarire, può propiziare la guarigione.

Non si può guarire però se non si è capaci di amare, di aver acquisto la capacità di accettare ciò che è così come è, senza porre alcuna resistenza al processo. Se siamo capaci di accettare in noi le sensazioni che emergono quando entriamo in relazione con un’altra persona, senza tener conto dei nostri sentimenti personali o del modo in cui quella persona ci si presenta, allora la relazione con essa è d’amore e non di giudizio. Praticando questa qualità di amore, essa diventerà parte integrante della nostra capacità di guarigione.

Nello stesso modo si può sviluppare l’intuizione, la consapevolezza e la compassione.

Tutte queste qualità prendono corpo quando si è capaci di permettere l’esperienza del momento presente.

E’ l’amore, qualità dell’accettazione incondizionata, che permette la trascendenza, cioè che la coscienza sia in grado di generare il cambiamento, che l’intenzione possa modificare l’evento nel quale ci identifichiamo con la percezione addestrata dalla pratica.

Saper accettare le tensioni che si avvertono quando si entra in relazione in questo modo con il paziente e saperle risolverle, durante la seduta di guarigione, accettandole, significa rimuovere blocchi, tensioni, e condizionamenti che ne impedivano il miglioramento clinico.
Significa portare pace ed equilibrio, propiziare la guarigione.

Quando siamo nella posizione di guaritore nel Sat Nam Rasayan  dobbiamo tener presente che chi guarisce è la coscienza, non la nostra coscienza, ma la coscienza in sé stessa.

La coscienza che si manifesta in noi è fondamentalmente la stessa coscienza che si manifesta nel paziente che stiamo trattando, al di là delle differenze superficiali e della illusione della separazione. Questa coscienza non è in alcun modo diversa dalla Coscienza Universale che esiste in ogni luogo, in tutte le cose e in tutti gli esseri animali e umani.

E’ questa che opera la guarigione. Noi dobbiamo solo saper entrare in questo spazio di coscienza e rimanerci.

E’ quello che la Meditazione Terapeutica ® cerca di fare ogni qual volte mira ad entrare nello Spazio dell’Uovo della Creazione, al fine di poter sperimentare e applicare la Coscienza Trascendente di Guarigione.

Nel Sat Nam Rasayan non utilizziamo le energie sottili comunemente intese, ma accediamo semplicemente ad uno “spazio” dove la guarigione avviene e noi siamo testimoni del fatto. Dobbiamo solo essere consapevoli e mantenere l’intenzione che la guarigione avvenga.

Nel Sat Nam Rasayan il nostro paziente è l’evento e noi possiamo sperimentare l’evento solo attraverso le sensazioni che il fatto di relazionarsi con lui provoca in noi. Ogni paziente è un caso unico, le sensazioni che ci darà relazionandosi con lui sono uniche. Non possiamo conoscerle prima. L’unico modo che abbiamo per capire l’evento è attraverso le sensazioni che provoca in noi quando siamo in relazione con lui.

Come possiamo relazionarci? Un modo semplice consiste nel porre la mano sul braccio del paziente, mentre egli si trova disteso, rilassato, sul lettino e chi pratica il Sat Nam Rasayan è seduto, accanto a lui, in meditazione.

Possiamo relazionarci anche in un altro modo: una volta entrati nello spazio dell’attenzione, non è necessario essere nello spazio temporale e spaziale. La coscienza lavora lo stesso; per cui io posso essere in meditazione alle ore 6 del mattino nel mio letto di casa e il paziente può essere in qualsiasi parte del mondo; per comodità posso visualizzare di vivere la relazione come sopra, cioè di «porre la mano sul braccio del paziente, mentre si trova disteso, rilassato sul lettino e io che pratico il Sat Nam Rasayan seduto, accanto a lui, in meditazione».

Quando nello spazio del Sat Nam Rasayan riusciamo ad accettare tutte le sensazioni, senza concentrarsi su nessuna di esse, qualsiasi intenzione si presenti alla nostra coscienza influisce sull’evento che stiamo trattando.

L’intenzione base è la guarigione, possiamo però introdurre altre intenzioni, come ad esempio l’intenzione che il paziente sia rilassato e ciò produrrà come conseguenza l’effettivo rilassamento del paziente.

Un’altra intenzione produrrà un altro effetto.  Introdurre un’ intenzione nello spazio della relazione è un procedimento delicato.  Con la nostra voce interiore formuliamo l’intenzione in termini semplici. L’intenzione è un pensiero, un fine che non richiede nessuno sforzo o azione di alcun genere Quando l’intenzione è posta, deve essere mantenuta.

Se ad esempio “lanciamo“ l’intenzione che il primo chakra sia equilibrato, mantenendo l’intenzione permettiamo che emergano nella nostra consapevolezza nuove sensazioni; stabilizziamole accettandole senza giudicare, continuando nel frattempo ad essere consapevoli di tutte le altre sensazioni.

Come è possibile che si possa propiziare la guarigione con la sola intenzione, che ciò accada senza aver compiuto nessun lavoro energetico, senza aver utilizzato una forza? Come è possibile che ciò possa avvenire solo con la coscienza … che un movimento di coscienza, come un’intenzione crei l’effetto?

Quando entriamo nello spazio della guarigione, nell’Uovo della Creazione della Meditazione Terapeutica ®, il nostro punto di vista scivola via e con ciò l’illusione di possedere un centro intorno al quale ruota tutto il resto: possiamo allora sperimentare l’esistenza senza la barriera tra il sé e l’altro da sé, l’esperienza della non dualità. Quando riusciamo a fare ciò le nostre impressioni sulle sensazioni diventano conoscenza diretta delle sensazioni.

La conseguenza di ciò è fondamentale; senza un punto di vista non c’è  separazione tra evento e coscienza dell’evento. La nostra coscienza e la coscienza dell’evento si fondono. L’una ha effetto sull’altra. Senza punto di vista non c’è motivo per cui non si possa modificare la coscienza dell’evento nello stesso semplice modo con cui noi possiamo modificare, volendolo, la nostra stessa coscienza.